Marijuana

Marijuana

La cannabis (o marijuana o hashish) è una droga che si estrae dalla pinata della canapa. Contiene ben 400 sostanze chinmiche di cui 60 sono cannabinoidi, composti con effetti psicoattivi. Il principale principio attivo nella marijuana è il delta-9­tetraidrocannabinolo (THC) responsabile degli effetti psicoattivi della droga. L’ammontare di THC (che è anche il principio psicoattivo dell’hashish) determina la potenza e, perciò, gli effetti della marijuana. Tra il 1980 ed il 1997, la concentrazione di THC è aumentata drammaticamente nella marijuana

La marijuana rappresenta la sostanza illecita più frequentemente utilizzata in Europa (Relazione annuale 2007 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze). Negli anni novanta il consumo di questa sostanza, in particolare, tra i giovani è cresciuto praticamente in tutti i paesi. Un aspetto, inoltre, da tenere presente riguarda la tendenza all’utilizzo della sostanza in maniera intensiva e per lunghi periodi di tempo, dato che si ricava dalle richieste di trattamento della dipendenza da marijuana che si registra in più paesi.

 

 

Effetti

 

Gli effetti della cannabis iniziano subito dopo che la droga ha raggiunto il cervello e durano da 1 a 3 ore. Se la marijuana è consumata insieme a bevande o a cibi, gli effetti a breve termine iniziano più lentamente, solitamente da mezz’ora ad un’ora dopo l’assunzione, e durano più a lungo, anche 4 ore. Fumare cannabis causa il deposito nel sangue di quantità di THC molto superiori rispetto a quelle che derivano dall’assunzione della droga attraverso cibi e bevande.

Pochi minuti dopo aver inalato il fumo di cannabis, il cuore comincia a battere più rapidamente, i passaggi bronchiali si rilassano e diventano più ampi, i vasi sanguigni degli occhi si espandono provocando i caratteristici occhi rossi. La frequenza cardiaca, solitamente di 70 – 80 battiti al minuto, può crescere da 20 a 50 battiti o più per minuto e, in alcuni casi, anche del doppio. Questo effetto è maggiore se altre droghe sono assunte insieme alla marijuana.

Quando il THC raggiunge il cervello fa sentire la persona euforica, agendo sul sistema di ricompensa cerebrale (l’area del cervello che risponde a stimoli come il cibo e le bevande). Il THC attiva il sistema di ricompensa cerebrale come quasi tutte le droghe da abuso, stimolando le cellule cerebrali allo scopo di rilasciare dopamina.

Chi fa uso di cannabis può sperimentare piacevoli sensazioni, i colori ed i suoni possono sembrare più intensi ed il tempo sembra scorrere molto lentamente. La bocca diventa asciutta e l’utilizzatore può sentirsi rapidamente avvertire rapidamente gli stimoli della fame e della sete. Le mani potrebbero iniziare a tremare e diventare fredde.
L’euforia passa dopo un po’ e la persona potrebbe sentirsi stanca o depressa. In alcuni casi l’uso di marijuana può produrre ansia, paura, diffidenza o panico.

L’uso di marijuana altera la capacità della persona di memorizzare e ricordare gli eventi e di spostare l’attenzione da una cosa ad un’altra. Il THC inoltre interrompe la coordinazione e l’equilibrio legandosi ai ricevitori nel cervelletto e alle parti del cervello che regolano l’equilibrio, la postura, la coordinazione dei movimenti ed il tempo di reazione. Attraverso i suoi effetti sul cervello e sul corpo, l’intossicazione da cannabis può causare incidenti. Alcuni studi dimostrano che approssimativamente dal 6 al 10 per cento delle vittime di incidenti mortali risultavano positive al THC. In molti di questi casi è stata rilevata anche la presenza di alcol.

 

 

Effetti a lungo termine e danni

 

Gli effetti fisiologici a lungo termine includono: scialorrea (aumento della salivazione), tachicardia, disturbi del ritmo sonno-veglia, congiuntiviti, naso ostruito, faringo-tracheiti, bronchiti, deficit immunologici.
Gli effetti psicologici a lungo termine sono rappresentati da: anedonia, astenia, abulia, instabilità dell’umore, trascuratezza, mancanza di motivazione e interesse, passività e apatia, scarsa tolleranza delle frustrazioni, bassa produttività, ottusità mentale, lentezza nei movimenti, deficit di memoria ed attenzione.
Gli effetti cronici avversi sul piano mentale includono: irritabilità, manie di persecuzione con disturbi deliranti del pensiero, incoerenza tematica del linguaggio, disturbi grossolani formali e di contenuto dell’ideazione, confusione, ansia e depressione, attacchi di panico, fobie, disorientamento spazio-temporale e verso le persone, allucinazioni visive, delirium, psicosi tossica, depersonalizzazione, derealizzazione.

L’uso prolungato dei cannabinoidi induce alterazioni del metabolismo cellulare, della motilità degli spermatozoi, della fertilità, dello sviluppo fetale, della funzione vascolare, dell’istologia dei tessuti cerebrali e del sistema immunitario, che viene solitamente depresso.

 

 

Dipendenza

 

L’uso di marijuana a lungo termine può condurre alcuni soggetti alla dipendenza; in altre parole, si continua ad usare la droga abitualmente anche se interferisce spesso con la vita familiare, la scuola, il lavoro e le attività ricreative. Secondo i dati del “National Household Survey on Drug Abuse” (2001), 5.6 milioni di americani dai 12 anni in su hanno riportato problemi associati all’uso di droga illecita nei 12 mesi precedenti. Di questi, 3.6 milioni hanno soddisfatto i criteri diagnostici per dipendenza da droga, tra i quali 2 milioni per la cannabis e l’hashish. Nel 1999, più di 220.000 persone, entrate in programmi di terapia per abuso di droga, riferivano che la marijuana era la loro prima droga d’abuso.

Per chi fuma marijuana da molto tempo, i sintomi d’astinenza possono rendere la cessazione dell’uso della droga difficile. Le persone che tentano di smettere provano irritabilità, difficoltà a dormire e ansia. Nei test psicologici mostrano anche un aumento di aggressività che raggiunge l’acme circa una settimana dopo aver smesso di usare la droga.

 

 

La marijuana nel tempo

  • drake

    Troppi pareri contrastanti. Chi fa disintossicare sembra che parli di eroina da quanto esagera. Partendo dal presupposto che i pregi sono maggiori dei difetti, e che alcol e sigarette fanno il doppio dei danni che fanno i cannabinoidi bisognerebbe che quegli asini che si definiscono dottori, politici etc etc smettessero di sputare su una sostanza che in fin dei conti non é altro che una delle migliori droghe leggere presenti sulla faccia della terra

    • Tuamadre

      Quel che si dice un parere sicuramente disinteressato di un giovane cannaiolo

      • tera

        Vero come la morte.Ne ho conosciuto uno in particolare e tutti i fumatori di cannabis sono così controllati che pensano che faccia piu bene che male.

      • Frank

        cara Tuamadre
        ti faccio la stessa proposta che ho fatto a chi ha scritto questo articolo, saresti in grado di postare un articolo redatto da fonti scientifiche (riviste mediche) che confermano ciò che è scritto nell’articolo in questione , se poi mi sbaglio chiedo scusa :-)

  • TaDa_Robb3n

    La Maria è un medicinale?

    • tera

      Ci sono medicinali bastai su di essa.

  • Frank

    potresti scrivere le fonti ,(in questo caso dovresti averle prese da qualche rivista scientifica ,ma ne dubito) così che si possa verificare la veridicità del tuo articolo???’ altrimenti le tue sono solo parole al vento! grazie